L’inventrice delle lenti a contatto

Sabato agosto 13, 2012 Tages Anzeiger

L’inventrice delle lenti a contatto vende i suoi prodotti esclusivamente in internet

PIONIERA. Avere gli occhi verdi invece che azzurri per un giorno?

Grazie all’invenzione di Jaqueline Urbachs è possibile. L’ottica, che gestisce un negozio online di lenti a contatto a Dübendorf, è stata la prima a creare le lenti a contatto colorate 50 anni fa.

Isabel Plana

Lei sorride. Non ci svela la sua età, ma sappiamo che avrebbe già potuto essere in pensione da molto tempo. Tuttavia ciò non impedisce a Jaqueline Urbach di recarsi tutte le mattine a Dübendorf, dove gestisce un negozio di lenti a contatto con suo figlio. Il lavoro è il suo elisir di lunga vita. «Per mantenermi giovane ogni giorno mi do un nuovo obiettivo», afferma la Urbach. A grandi passi percorre le stanze della sua ditta. File di scaffali colmi da cima a fondo di scatoline contenenti lenti a contatto per ogni esigenza. Ogni giorno arrivano dalle 800 alle 1200 ordinazioni via Internet e migliaia di lenti a contatto vengono inviate da Dübendorf in numerosi paesi europei. Nel giro di pochi anni l’impresa è divenuta il più grande rivenditore online di lenti a contatto di tutta la Svizzera. Urbach ha sempre avuto un intuito speciale per le idee di successo negli affari, ma anche la necessaria tenacia per metterle in pratica.

Un’invenzione svizzera

A metà degli anni ’50 la porta a emigrare in California. Nel 1958 a Los Angeles la qualificata ottica fonda un’azienda di lenti a contatto. L’industria delle lenti a contatto all’epoca era ancora agli albori, non esistevano ancora le lenti a contatto in plastica morbida. I produttori si cimentavano per la prima volta nella colorazione di questi piccoli oggetti di forma tondeggiante. «I primi modelli avevano però un aspetto decisamente poco naturale», ricorda Urbach. L’ottica svizzera notò la lacuna del mercato e si dedicò allo sviluppo di un nuovo processo di produzione e di nuovi materiali per lenti colorate. «In realtà era un’idea abbastanza campata in aria», afferma l’inventrice sorridendo tanti anni dopo. È quello che le dicevano allora anche i collaboratori e i colleghi. «Mi davano pacche d’incoraggiamento sulle spalle ma scuotevano la testa. Dicevano che c’erano cose più importanti delle lenti a contatto colorate».

Ma il suo fiuto per gli affari non l’aveva tradita e l’idea si rivelò alla fine vincente. In quale altro posto al mondo se non a Hollywood, la patria dell’industria cinematografica e mecca delle star e delle starlette, la vendita di lenti a contatto colorate avrebbe potuto avere più successo? Dopo lunghi esperimenti, Urbach trovò la ricetta ideale per la produzione di lenti a contatto colorate che conferissero all’iride un aspetto naturale. Nel 1968 ottenne il brevetto per la sua invenzione. «Ancora oggi la produzione si basa fondamentalmente sul mio procedimento», afferma Urbach, «e ne sono molto orgogliosa», aggiunge.

Consulta una pila di libri

Ma Urbach non è ancora soddisfatta e continua a studiare, a sperimentare nuovi materiali, alla ricerca della composizione plastica ottimale, contribuendo così notevolmente allo sviluppo delle lenti a contatto morbide, che oggi sono di gran lunga preferite dalla maggioranza dei portatori di lenti. In che modo è riuscita ad acquisire tali conoscenze e abilità? «Ho preso in prestito pile di libri dalla biblioteca e li ho letti», racconta Urbach, sorridendo. «Si può imparare tutto se lo si vuole».

Grazie ai libri Urbach imparò tutto ciò che c’era da sapere sulla chimica delle materie plastiche, sulle tecniche e gli strumenti per la loro lavorazione. Chiese consigli a un chimico, acquistò materiali e macchinari e diede avvio alla sua attività. «Per mesi ho lavorato alla sperimentazione del rapporto di miscelazione ideale dei singoli componenti, fino a quando non ho raggiunto il mio obiettivo: una lente morbida ma resistente, che poteva essere utilizzata per più di una settimana».

Urbach fu quindi tra i primi a lanciare le lenti a contatto sul mercato. La sua azienda, la Urbach Optical Company, divenne presto una tra le dieci maggiori case produttrici di lenti a contatto degli Stati Uniti. Ciò attirò l’attenzione di grandi gruppi interessati all’acquisizione del brevetto di Urbach. L’ottica svizzera vendette l’azienda e all’inizio degli anni ’70 fece ritorno in patria.

Primo fornitore svizzero

La sua storia di successo non è tuttavia ancora finita. A Zurigo fondò infatti l’Urbach Kontaktlinsen-Institut, il primo fornitore di lenti a contatto della Svizzera. «E per lungo tempo anche l’unico presso il quale era possibile effettuare prove gratuite di lenti a contatto». Anche quella è stata un’invenzione di Urbach. «L’innovazione è sempre stata la mia forza motrice», afferma. «Da bambina costruivo da sola i miei giocattoli, perché i miei genitori non me li potevano comprare. È stato un enorme stimolo per la mia creatività». E anche dopo tanti anni nel settore delle lenti a contatto, non è ancora stanca. «Le idee per lo sviluppo dell’attività non mi mancano», afferma Urbach, sorridendo. Anche lei, del resto, porta lenti a contatto. A volte anche colorate. Che siano blu o verdi, i suoi occhi brillano sempre quando racconta la sua vita.

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